Nulla della nostra esistenza .... realtà è come ci appare. Siamo anime imprigionate in un corpo materiale contro la nostra volontà ad opera di Dei malvagi. L'amore, la conoscenza e la consapevolezza potranno renderci liberi dall'inganno di questa vita. Fino a quel momento, continueremo a soffrire e morire in un ciclo continuo e ripetitivo. Orioney
Giordano
Bruno
Di Laura
Raffaeli
Nulla della
nostra esistenza .... realtà è come ci appare. Siamo anime imprigionate in un
corpo materiale contro la nostra volontĂ ad opera di Dei malvagi. L'amore, la
conoscenza e la consapevolezza potranno renderci liberi dall'inganno di questa
vita. Fino a quel momento, continueremo a soffrire e morire in un ciclo continuo
e ripetitivo. Orioney
Oggi l'Italia ha fatto un ulteriore passo verso un regime oscurantista e miope; conservatore e ipocritamente bigotto.
E' stato approvato il pacchetto sicurezza:
Da oggi essere clandestini è un reato.
In Italia si stima che ci sono 4 milioni di clandestini.
Se i giudici dovranno processare i 4 milioni di clandestini che si trovano nel nostro paese appare chiaro che non rimane altro tempo per celebrare i processi contro la mafia, la corruzione, i piduisti, i massoni e i politici mafiosi.
Non c'è che dire, l'idea è stata geniale per tenere lontano i giudici dai veri criminali.
Il prossimo ddl sarà di controllare la libera circolazione delle notizie e delle opinioni in rete.
Ci stanno provando da ben 3 anni. Tutto lascia credere che questa volta ci riusciranno.
E' questa l'Italia che desiderano i sostenitori della lega e dei bigotti destroiti-Berluschin ?
Davvero i nostri nemici sono i clandestini?
Possibile che non riuscite a capire che i nostri nemici sono coloro che per risparmiare pochi migliaia di euro hanno sostituito un carrello rotto con un carrello arrugginito provocando decine di morti e distruzione, e coloro che per risparmiare sulla sicurezza, provocano ogni giorno, la morte di 4 lavoratori.
Sono questi i veri nemici, e non la povera gente affamata che viene nel nostro paese pechè per secoli li abbiamo colonizzati masticati e sputati .... togliendo loro la speranza di un futuro dignitoso.
Svegliatevi esseri dormienti, perchè tra qualche anno saremo tutti clandestini di fatto.
Per esempio un lavoratore precario italiano, cosa credete che sia?
Non è trattato allo stesso modo degli extracomunitari?
Quello che oggi permettiamo facciano ai clandestini, domani lo faranno anche a noi.
Anzi ... hanno già cominciato solo che non riuscite a vederlo.
In attesa di riuscirci, godetevi un pò di musica araba.
L'accesso al mare è un diritto garantito dalla legge, e il gestore dello stabilimento non può vietare il passaggio né farlo pagare.
Amate il mare ma non gli stabilimenti balneari e provate una sgradevole sensazione di villetta a schiera alla vista delle venti file di sdraio che vi separano dal bagnasciuga. Oppure avete semplicemente il desiderio di fare un tuffo domenicale ma non volete pagare un ombrellone come un monolocale. Nessuno può obbligarvi a pagare il biglietto per accedere al mare, e chi lo fa commette un abuso. O meglio un reato.
Tutti possono accedere al mare senza l’obbligo di affittare la sdraia o l’ombrellone, restando nei 5 metri consentiti dalla legge. Quel tratto di spiaggia è libero per chiunque, e in nessun caso può essere sottoposto a restrizioni da parte del gestore dello stabilimento.
Fare il bagno senza sentirsi un extracomunitario abusivo è possibile. Non è una pretesa ma un diritto sancito dalla legge. Che troppo spesso viene dimenticato dai gestori degli stabilimenti.
E' per questo che Adiconsum rilancia anche quest'anno la campagna per le spiagge libere. "Andare in uno stabilimento deve essere una scelta, non un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere", sostiene Paolo Landi dell'associazione di difesa dei consumatori.
Sono due i principi stabiliti dalla legge. Principi che in troppi casi sono rimasti lettera morta. Per prima cosa è sotto gli occhi di tutti che in molti tratti di costa il "corretto equilibrio" tra spiaggia libera e "privata" non esiste. Ma si potrebbe tollerare meglio l'occupazione dei litorali se venisse rispettato almeno l'altro principio: il libero e gratuito accesso al mare.
Ecco, in concreto, quali sono i diritti che ogni libero bagnante può far valere in caso di controversie con i gestori degli stabilimenti (anche rivolgendosi alla Polizia municipale o alla Capitaneria di porto):
1) La battigia - intesa coma una striscia di sabbia di 5 metri che parte dal punto in cui arriva l'onda è esclusa dalla concessione, quindi è a disposizione di tutti.
2) Sulla battigia tutti possono camminare, sedersi e sdraiarsi; deve essere garantito il passaggio e quindi nessuno (nemmeno lo stabilimento) può occuparla con oggetti ingombranti come ombrelloni, lettini ecc. E' possibile invece appoggiare gli abiti o l'asciugamano mentre si fa il bagno.
3) L'accesso al mare deve essere sempre garantito e gratuito. Pertanto non può essere impedito il transito attraverso l'area in concessione per raggiungere la battigia, se il gestore non ha riservato un corridoio per permettere ai cittadini di raggiungere il mare, né può essere richiesto un pagamento.
Una curiosità: il canone che ogni stabilimento versa allo Stato per la concessione dell'area è fissato dalla legge. Per il 2009 l'importo per la stragrande maggioranza delle spiagge, classificata in categoria B, è di 1,70 euro/mq per le aree scoperte e di 2,60 euro/mq per le aree "occupate da manufatti e impianti". Supponendo un rapporto medio del 25% tra superfici occupate e scoperte, uno stabilimento di 5.000 mq costa meno di 10.000 euro all'anno. Considerando che il prezzo di cabina, ombrellone e sdraio per una stagione oscilla tra i 1.000 e i 3.000 euro, non è difficile capire che si tratta di un buon affare per i gestori. (A.D.M.)
Un vero affare per i gestori e una vera truffa per i cittadini con la complicità del comune, visti i costi dei servizi che pretendono i gestori. Tutto questo ad opera dei politici di turno che rilasciano le concessioni solo agli amici degli amici. Sarà per questo che i gestori si sentono tanto forti da non rispettare il limite dei 5 metri dall’acqua. ( prima era di 9 metri….)
Quello che stupisce, (si fa per dire) è che chi è proposto ai controlli finge di non vedere. I controlli dovrebbero essere garantiti dai vigili urbani, ma chissà perché questi sono interessati solo a multare i cittadini per fare cassa.
Ad Ostia, qualche gestore si è sentito talmente sicuro di poter violare la legge, che ha costruito sotto gli occhi dei controllori, a meno di un metro dal punto in cui si infrange l’onda. Quindi fino al mare. Ora i lavori sono stati bloccati. Ma stranamente solo dopo che hanno terminato la struttura in cemento armato. Tanto è risaputo che alla fine completeranno i lavori, in barba a chi rispetta la legalità. Dando così un altro esempio che violare la legge rende …..
L’Italia, è un paese in cui la criminalità è vista come una grande opportunità, anche da chi dovrebbe far rispettare la legalità.
Posso affermarlo con assoluta tranquillità pur non generalizzando, perché è dimostrato dai processi di corruzione, storici e attuali. Ad Ostia nessuno può affermare di non vedere, o di non aver visto perché è tutto molto visibile. Il 90 % dei gestori dei stabilimenti hanno occupato, e alcuni casi, addirittura recintato anche i 5 metri riservati alla libera circolazione dei cittadini. Tutti sanno, tutti vedono, ma nessuno delle autorità proposte interviene per il rispetto della legge e dei diritti dei cittadini.
L’Italia è un paese in cui un cittadino onesto, corretto e rispettoso della legalità, è visto come un disturbatore e in molti casi come un nemico da sconfiggere.
Intanto l’agenzia delle entrate chiede ai cittadini di pagare nuovamente multe pagate 7 anni fa. Pur sapendo che la legge obbliga a conservare le ricevute dei versamenti solo per 5 anni. Altro che paese di bengodi. (L’unica speranza per l’Italia è il ritorno dei Borboni).